• Home
  • Il Gral
  • Il Messaggio
  • Perché...?
  • Contenuti del Messaggio
  • Altre opere di Abd-ru-shin
  • Opere correlate

La grande Cometa

 

Da anni degli iniziati parlano della venuta di questa stella di eccezionale significato. Il numero di coloro che l'attendono aumenta continuamente; i presagi si fanno sempre più folti, al punto che in realtà si può aspettarla come prossima. Ma che cosa significhi propriamente, che cosa porti, da dove venga non è ancora bene chiarito.

Si vuol credere che essa porti rivolgimenti decisivi. Ma questa stella ha un significato più grande.

Si
può chiamarla stella di Betlemme, poiché è in tutto simile a quella. La sua potenza aspira le acque, porta catastrofi naturali e altro ancora. La terra trema quando i suoi raggi l'avvolgono.

Dopo ciò che accadde in Betlemme non è avvenuto nulla di simile. Come la stella di Betlemme, anch'essa ha lasciato l'eterno Regno della spiritualità originaria in un tempo particolare, per cui poi operasse su questa terra esattamente negli anni che debbono essere di illuminazione spirituale per tutta l'Umanità.

Il cammino di questa stella descrive una linea
diritta dall'eterno Regno fino a questa parte dell'Universo. Il suo nucleo è colmo di alta potenza spirituale; esso si avvolge di materialità e perciò si farà visibile anche agli uomini della terra. Sicura senza disguidi la cometa segue il suo cammino e sarà presente nell'ora esatta, come è stato stabilito da millenni.

I primi effetti immediati sono già cominciati negli ultimi anni. Chi non vuole né vedere né udire, chi non sente ridicolo trovare quotidiano ciò che già è avvenuto come
straordinario, non può naturalmente ricevere aiuto. Per paura, egli imita lo struzzo, oppure è gravato da una estrema limitatezza di spirito. Queste due categorie di uomini bisogna lasciarle andare tranquillamente per la loro via; non si può che sorridere delle loro affermazioni così facilmente confutabili.

Ma agli iniziati, si potrebbe anche dire dove colpiranno i primi,
forti raggi. Tuttavia, giacché le irradiazioni finiranno per avvolgere tutta la terra, non c'è ragione di riferire su questo più esaurientemente. Passeranno anni fino a questo punto, e anni prima che liberi ancora la terra dal suo influsso.

E quel giorno essa sarà purificata e rinfrescata in tutti gli aspetti per la benedizione e la gioia dei suoi abitatori. Non sarà mai così bella come allora. Ogni credente deve perciò guardare nel futuro con serena fiducia, non spaventarsi, qualunque cosa possa avvenire nei prossimi anni. Se può levare lo sguardo fiducioso a Dio nessun male gli avverrà. – –


Abd-ru-shin

Categoria: Contenuti del Messaggio
Ultima modifica: 28 Gennaio 2017
Visite: 7875

Il linguaggio del Signore

 

È un sacro dovere dello spirito umano ricercare perché vive sulla terra o generalmente in questa Creazione, da cui dipende come per mille legami. Nessun uomo si sente così piccolo da immaginare che la sua esistenza sia senza scopo, senza che sia egli stesso a renderla senza scopo. L'uomo si ritiene in ogni caso troppo importante. E tuttavia solo pochi uomini terreni giungono con pena a liberarsi della loro pigrizia spirituale al punto di occuparsi seriamente della ricerca della loro missione sulla terra.

Così è solo pigrizia spirituale quella che fa loro accettare di propria volontà dottrine costituite, concepite da altri. Ed è pigrizia pensare, per propria tranquillità, che vi è grandezza nel mantenersi fedeli alla fede dei propri genitori senza sottoporre le idee che vi sono contenute a un esame personale, acuto e scrupoloso.

Ora, in queste cose, gli uomini vengono zelantemente sorretti da associazioni interessate ed egoistiche, che credono di avere nell'aumento del numero dei fedeli il mezzo migliore per estendere e consolidare la loro influenza, e di accrescere così la loro potenza.

Queste associazioni sono lontane dalla vera conoscenza di Dio; altrimenti non avvincerebbero lo spirito umano nelle catene d'una dottrina positiva, ma non potrebbero che educarlo alla responsabilità personale stabilita da Dio, che è fondata sulla
libertà assoluta della propria scelta spirituale! Solo uno spirito libero può pervenire in questo alla vera conoscenza di Dio, che matura in lui fino al pieno convincimento, necessaria per chiunque vuole essere sollevato alle Vette luminose; perché solo una libera e sincera convinzione può aiutarlo.

Ma voi uomini, che avete fatto! Come avete osato ostacolare questa più alta grazia di Dio, impedendo delittuosamente che si sviluppasse e che il suo aiuto aprisse a tutti gli uomini terreni
quella via che li conduce sicuramente alla pace, alla gioia, e alla più alta felicità!

Riflettete: anche nella scelta, nell'accettazione o nell'obbedienza, come conseguenza della pigrizia spirituale o per mera abitudine, o magari perché gli altri fanno così –
c'è una decisione personale, da cui consegue, secondo le Leggi della Creazione, la responsabilità morale di colui che agisce!

Naturalmente anche per coloro che spingono a questo uno spirito umano, c'è una responsabilità personale, inevitabilmente e inflessibilmente parallela. Il più piccolo pensiero, la più piccola azione non si lasciano cancellare senza uguali conseguenze nella Creazione, nella cui trama vengono tessuti, senza errore, per gli individui come per le folle, quei fili che attendono scioglimento; quelli che il primo orditore, il loro generatore, deve nuovamente accogliere al loro ritorno; e sarà scioglimento di dolore o di gioia secondo il modo come furono da loro concepiti, ma accresciuti e perciò rinforzati.

Voi dipendete dall'ordito della vostra personale volontà, del vostro agire, e non ve ne libererete prima che quei fili cadano da voi nel vostro riscatto.

Fra tutte le creature della Creazione lo spirito umano è il solo ad avere il
libero arbitrio, che fino a oggi non ha potuto chiarire e non ha compreso, perché nei limiti angusti del suo intelletto analitico non ha trovato punti di appoggio che ne fossero prova.

Il suo libero arbitrio consiste solo nelle
decisioni; ne può prendere molte ogni ora. Ma rimane esposto infallibilmente alle conseguenze di ognuna delle sue decisioni personali, nella trama indipendente delle Leggi della Creazione! In questo è la sua responsabilità, inseparabilmente connessa con il privilegio della libertà delle decisioni, peculiarità inscindibile dallo spirito umano.

Altrimenti dove sarebbe la Giustizia di Dio, saldamente ancorata alla Creazione, il pilastro, l'equilibrio, il sostegno di tutta l'economia della Creazione?

Tuttavia essa, nei suoi effetti, non tiene sempre conto del breve periodo di una esistenza terrena di uno spirito umano; ci sono invece condizioni ben diverse, come sanno i lettori del mio Messaggio.

Spesso, con molte risoluzioni superficiali, avete portato la sventura su di voi e a volte l'avete spinta sui vostri figli. Anche se avete dato prova di essere troppo pigri per richiamare le vostre forze e decidere da voi secondo l'intima intuizione dello spirito, e senza riguardo per ciò che avete imparato – se ogni parola alla quale decidete di aderire può portare in sé verità, avete il dovere di cercare di non far ricadere le conseguenze della vostra indolenza sui vostri figli, che così spingereste nella sventura.

Ciò dunque che da un lato è conseguenza di pigrizia spirituale, dall'altro è l'effetto dell'intelletto calcolatore.

L'umanità è oggi incatenata da questi due nemici della libertà spirituale di decisione; tranne pochi, che si sforzano di raccogliere il loro coraggio e di spezzare in sé questi legami, per divenire veramente uomini, ciò che consiste nell'osservanza delle Leggi di Dio.

Le Leggi divine sono in tutto amiche veraci; sono grazie soccorritrici che provengono dalla Volontà di Dio, che così schiude il cammino della salvezza a chiunque si sforza per questo.

Non c'è altra via se non questa, indicata chiaramente dalle Leggi di Dio nella Creazione! Tutta la Creazione è il linguaggio di Dio, e voi avete il dovere di sforzarvi sinceramente di intenderlo, né è così difficile come voi pensate.

Voi appartenete a questa Creazione come parte di essa, e per ciò dovete vibrare all'unisono con essa, operare in essa, maturare imparando da essa, ascendere, riconoscendola, sempre più in alto, di gradino in gradino, traendo con voi, nell'irradiazione, tutto ciò che incontrate sul vostro cammino, per nobilitarlo.

Allora meraviglie su meraviglie si formeranno spontaneamente intorno a voi, e per effetto di ritorno esse vi solleveranno sempre più in alto.

Imparate a riconoscere nella Creazione il vostro cammino, e allora conoscerete anche il fine della vostra esistenza. Sarete allora colmi di gioia e gratitudine immense, della più alta felicità di cui è capace uno spirito umano, e che riposa solo nella conoscenza di Dio!

Ma la felicità che porta la vera conoscenza di Dio non può mai crescere e ancor meno fiorire da una fede cieca e ripetuta: ma solo un sapere convinto e una convinzione sapiente danno allo spirito ciò che gli è necessario.

Voi uomini terreni siete in questa Creazione per
trovare la felicità! Nel linguaggio vivente con cui Dio vi parla! E comprendere questo linguaggio, impararlo, intuire per esso il volere di Dio, questo è il fine vostro, nel vostro pellegrinaggio nella Creazione. Nella Creazione stessa cui appartenete è la spiegazione della ragione della vostra esistenza e a un tempo il riconoscimento del vostro fine! L'una e l'altro non potete trovare altrimenti.

Questo esige da voi che
viviate la Creazione. Tuttavia non potete viverla, farne esperienza di vita, senza che prima la conosciate realmente.

Ora io vi apro con il mio Messaggio il libro della Creazione! Il Messaggio vi mostra chiaramente il linguaggio di Dio nella Creazione, e voi dovete imparare a intenderlo, perché possiate farlo del tutto vostro.

Immaginatevi un fanciullo sulla terra che non sappia capire suo padre o sua madre, perché non ha imparato mai il linguaggio con cui gli parlano. Che sarebbe di questo fanciullo?

Non saprebbe certo ciò che si vuole da lui, e ne avrebbe un male dietro l'altro, si arrecherebbe pene su pene, e infine diverrebbe forse del tutto incapace per qualunque fine e per qualunque gioia terrena.

Non deve ogni fanciullo imparare da solo e da
se stesso il linguaggio dei propri genitori, se si vuole che diventi qualcuno? Nessuno può sostituirlo in questa fatica!

Altrimenti non imparerà mai la sua strada, non si farà mai maturo e non potrà mai operare sulla terra, ma rimarrà un impaccio, un peso per gli altri, e infine dovrà venire isolato perché non rechi danno.

Vi attendete ora per voi qualcosa di diverso?

Voi avete evidentemente l'obbligo inevitabile di compiere un dovere simile a quello del fanciullo, nei riguardi del vostro Dio, di cui dovete
voi imparare a capire il linguaggio, giacché ne chiedete l'aiuto. Ma Dio vi parla nella sua Creazione. Se volete progredire in essa, dovete prima conoscere questo Suo Linguaggio. Se lo trascurate, sarete separati da coloro che conoscono questo linguaggio e si conformano ad esso, perché altrimenti portereste danno e impedimento, senza forse che vogliate veramente nulla del genere!

Dunque,
voi dovete farlo! Non dimenticatelo, e abbiate cura che avvenga ora, altrimenti sarete a discrezione, senza aiuto, di tutto ciò che vi minaccia.

Il mio Messaggio vi sarà un aiuto fedele!

Abd-ru-shin

Categoria: Contenuti del Messaggio
Ultima modifica: 28 Gennaio 2017
Visite: 3312

Questa sia la vostra guida!

 

La benda cade, la fede si fa convincimento. Solo in esso riposano la liberazione, la Redenzione!

Mi rivolgo soltanto a coloro che cercano con sincerità. Bisogna che abbiano la disposizione e la volontà di studiare obiettivamente questa opera obiettiva. I fanatici religiosi e i sognatori senza princìpi ci siano lontani, perché sono di danno alla Verità. In quanto agli uomini di cattiva volontà e agli avversari di ogni verità oggettiva, troveranno qui anche il loro giudizio.

Il Messaggio raggiungerà solo coloro che recano ancora in sé una scintilla di Verità e il desiderio di essere veramente uomini. Per tutti questi, sarà la loro guida e la loro luce. Li condurrà, senza deviazioni, fuori del caos e dello smarrimento del nostro tempo.

La Parola che vi presento non porta una religione nuova. Essa deve essere, per tutti gli ascoltatori e lettori sinceri, la fiaccola che porta a trovare il vero cammino verso altitudini tanto bramate.

Avviarsi: questo è il solo mezzo per progredire spiritualmente. Lo stolto che fa uso di concezioni estranee, già precostituite, percorre la sua via come sulle grucce, quando le sue membra, che pure sono sane, restano inattive.

Ma come fa uso arditamente – perché sono le armi della sua ascesa – dei doni che sono sopiti in lui, e che attendono una voce di richiamo, egli sfrutta, seguendo la Volontà del suo Creatore, il pegno che gli fu affidato; e supererà con arte tutti gli ostacoli che si frapporranno sul suo cammino per sviarlo.

Destatevi dunque! Non c'è fede vera che nel perfetto convincimento, ed esso non può nascere che da una riflessione e dall'esame più spregiudicato. Siate viventi nella meravigliosa Creazione del vostro Dio!

Abd-ru-shin

Categoria: Contenuti del Messaggio
Ultima modifica: 28 Gennaio 2017
Visite: 2357

Il Libro della Vita

 

Come quando Gesù, la Luce Vivente, abbandonò questa terra e le Tenebre scesero sul Golgota, così oggi scendono sull'umanità, riportandole la grande sofferenza che gli uomini inflissero all'Amore di Dio con la forma crudele del loro intellettualismo astuto e assolutamente incapace di ogni slancio intuitivo, e che, come lo strumento più forte di Lucifero, era sacro per voi! –

Ma oggi, uomini, provatevi col vostro intelletto, a difendervi dall'Ira santa di Dio, se lo potete! Difendetevi dalla Sua Onnipotenza, di Lui che per Sua Grazia vi ha affidato in godimento
quella parte della Creazione che voi avete devastato, imbrattato come una stalla di animali non accuditi, tanto che ormai non possono abitarvi che il dolore e la miseria, perché dinanzi al vostro agire pieno di errori e alla vostra tenebrosa volontà, ogni gioia, ogni serenità fuggono, ogni purezza si nasconde inorridita.

Provatevi a celarvi alla Giustizia inflessibile di Dio! Essa vi colpirà
ovunque, nel compimento spietato della Volontà divina, senza nulla condonare dell'enorme colpa di cui vi siete caricate le spalle con ostinazione e protervia.

Siete giudicati prima ancora di essere in grado di balbettare una parola di scusa, e tutte le preghiere, le suppliche, le bestemmie o le imprecazioni, non vi saranno d'aiuto; perché l'ultimo termine che vi era stato dato per un esame di coscienza e per un ritorno sui vostri passi, l'avete imperdonabilmente usato e consumato nella cura dei vostri vizi! –

Non vi dico questo come avvertimento; sarebbe troppo tardi. Mi è lontana l'idea di esortarvi ancora, come ho fatto per anni. Dovrete pensarci solo venendo l'ora dell'
esperienza! Per questo ancora dico che cosa questa epoca vi riserba. Forse il saperlo vi alleggerirà qualche pena, anche se non potrà impedire più nulla.

Lo sapete, si tratta che vi togliete dalle spalle una colpa che avete voluto, perché nessuno ve ne ha costretto. Se a causa delle mie parole potrete, nel dolore, giungere alla conoscenza, e così sorgerà in voi la nostalgia della Luce e della Purezza, e se prenderà forma in una umile preghiera, vi sarà ancora possibile la salvezza nel naufragio; perché l'Amore di Dio è sempre desto.

E allora vi sarà dato di vedere la nuova vita, che il Signore concederà solo a
coloro che sapranno vivere di buon grado secondo le sante Leggi della Sua Creazione; a coloro che manterranno la Sua casa – in cui siete soltanto ospiti – libera da tutte le opere nemiche della Luce; a coloro che non devasteranno ancora, empiamente, i Suoi bei giardini, del cui splendore e della cui purezza dovranno godere sempre, per ricevervi forza.

O illusi, perché non avete voluto destarvi! Quanto dolore vi sarebbe stato risparmiato. Così invece la vostra esistenza deve coprirsi dei grigi veli di una profonda tristezza, e la liberazione e la redenzione potranno avvenire soltanto dai lampi laceranti della Santa Ira di Dio!

E questa Ira irromperà su di voi con insospettata potenza nel Santo Giudizio! –

Ma il Giudizio sarà
diverso da quello che pensate. Voi sapete di un Libro della Vita che a un'ora determinata verrà aperto, dal Giustiziere di Dio, per ogni persona!

Il Libro della Vita indica
i nomi di tutte le creature che sono venute alla vita, e niente altro.

Ma invece i fogli scritti, appartenenti al grande Libro della Vita, che segnano il dare e l'avere di tutti i pensieri e le azioni di ciascuno, sono
le anime stesse, su cui si è impresso tutto ciò che hanno fatto nel pellegrinaggio dell'esistenza, tutte le esperienze.

È facile per il Giudice leggere
in esse il dare e l'avere. Ma anche questo «leggere» l'immaginate ancora una volta erroneamente. È anch'esso molto più semplice di come cercate di figurarvelo.

Il Giudice non fa venire ogni anima dinanzi a Sé e al Suo Trono, ma Egli, per ordine di Dio, vibra colpi di spada
nell'Universo! Questi colpi di spada sono irradiazioni che emanano e che colpiscono tutto nella Creazione!

Riconoscetene la grande semplicità e la prodigiosa naturalezza! Il Giudice non lancia i Suoi raggi volutamente e coscientemente su questo e su quello, no: Egli semplicemente li
emette per un santo ordine di Dio; poiché è la Potenza di Dio; niente altro potrebbe così operare se non la Sua Santissima Volontà!

L'urto dell'irradiazione o le irradiazioni penetrano così nell'intera Creazione, ma con una forza che
finora non è mai avvenuta.

Nulla può celarsi alla loro azione! E così il raggio della Potenza di Dio colpisce anche
ogni anima, a una determinata ora, secondo la Legge che opera nel Creato.

Tutto ciò di cui l'anima umana porta ancora il segno nel momento in cui la raggiunge il raggio divino, (che le è totalmente invisibile), deve animarsi, e anche attuarsi, farsi azione, affinché
sotto l'influsso di questa irradiazione si compia il suo ciclo conclusivo, per cui l'anima viene abbassata o elevata.

Gli errori o il male di cui un'anima, durante il pellegrinaggio della sua esistenza, è stata capace di liberarsi con l'esperienza vissuta, attraverso riscatti previsti dalle Leggi della Creazione, sono annullati come non fossero esistiti mai; e non le aderiscono più, essa non ne porta più alcun segno. Essa ne è libera e pura, non ne riceverà alcun danno.

Solo ciò che
non ha ancora compiuto il suo ciclo, e per ciò ancora aderisce all'anima e le rimane legato, sarà ormai costretto alla sua ultima evoluzione sotto la pressione della Luce, in modo che riprendendo vita si manifesti tentando attività e riceva la ripercussione che gli spetta.

Queste ripercussioni di volta in volta corrispondono esattamente alla forza di volontà individuale, che nel compimento della
Legge del ritorno, si rivolge contro quell'anima, come al suo punto di partenza! Tutto allora si rafforza e viene risospinto, sotto la pressione irresistibile della Luce, al suo punto d'origine, all'anima: tutto, bene e male.

E tutto ciò che altrimenti, nel corso greve dell'ambiente di tutte le anime umane sulla terra, divenuto più denso e più angusto, avrebbe forse avuto bisogno di molti millenni per chiudere il suo ciclo, viene oggi abbreviato in poche lune, per l'accelerazione del movimento, imprevista da tutti gli uomini, sotto l'impulso delle ripercussioni della Luce.

Così si effettua il Giudizio universale nella sua semplicità e naturalezza! È questo quell’«Estremo Giudizio» che vi fu tante volte annunciato! Eppure il suo riscatto è molto diverso da come avete pensato. Ciò che vi fu già prima annunciato su di esso fu per immagini, perché altrimenti non l'avreste per nulla inteso.

Ma ora, attraverso il Messaggio del Gral, la vostra conoscenza del meccanismo della Creazione è andata oltre, e sempre di più vi può essere detto; poiché voi oggi lo potete già intendere attraverso il mio Messaggio.

I colpi di spada dell'Ultimo Giorno penetrano come violente irradiazioni di Luce la Creazione e scorrono entro la rete di canali – già formati dall’attività autonoma delle Leggi divine nella Creazione – la cui origine si trova nelle intuizioni, nei pensieri, nella volontà e anche nell’azione degli uomini.

Così i raggi giustizieri, per mezzo di questi canali, sono condotti verso tutte le anime con infallibile sicurezza e agiscono in modo corrispondente alla condizione in cui le anime si trovano; tuttavia in modo
così accelerato, che la loro intera esistenza sarà portata al compimento del ciclo di tutte le azioni trascorse, in pochi mesi: così saranno elevate o abbassate, stimolate e fortificate oppure annientate in modo esattamente corrispondente al loro effettivo stato!

Questo è il Giudizio! Oggi, attraverso questo Messaggio siete in grado di intenderne il processo, così descritto.

Prima non avreste potuto comprenderlo, e per questo tutto vi fu necessariamente annunciato con semplici immagini, che esprimevano approssimativamente il corso del suo processo. –

E queste ripercussioni del Giudizio supremo sono già in moto verso di voi, verso ognuno nella Creazione, sia o no incarnato sulla terra.

Le prime ripercussioni vi hanno da tempo raggiunto e tutto ciò che aderisce all'anima vostra rivive.

Ma anche le
ultime, quelle che porteranno l'annientamento o la elevazione, sono inviate con implacabile rigore, per portare a compimento la purificazione su questa terra! Esse già sono lanciate sull'umanità, e nulla può in nessun modo trattenerle. Nell'ora esatta che Dio ha determinato, l'umanità ne sarà colpita senza pietà, ma secondo Giustizia! –

 

Abd-ru-shin

Categoria: Contenuti del Messaggio
Ultima modifica: 28 Gennaio 2017
Visite: 2322

Il Santo Gral

 

Molteplici sono le interpretazioni dei poemi che esistono sul Santo Gral. Gli scienziati e studiosi più seri si sono occupati di questo mistero. Molto di ciò è di alto valore morale, ma tutto porta in sé il grande errore di mostrare solo una costruzione dal piano terreno verso l'alto, mentre manca la cosa principale, il raggio di Luce dall'alto, che solo potrebbe vivificarlo e illuminarlo.

Tutto ciò che dal basso tende verso l'alto deve fermarsi al confine della materialità, anche se gli è concesso il massimo raggiungibile. Nel maggior numero dei casi però, con le migliori premesse, può essere percorsa appena la metà di questa via. Ma quanto lunga è ancora la via al vero riconoscimento del Santo Gral!

Questa intuizione dell'irraggiungibilità si fa infine avvertibile dagli studiosi. Ne è risultato che essi cercano di prendere il Gral come la nozione puramente simbolica di un concetto, per dargli così quella elevatezza che, come essi intuiscono giustamente, è a questa nozione necessaria. Ma così vanno in realtà indietro, non avanti. Discesa invece di ascesa. Si scostano dalla via giusta che quei poemi già in parte portano in sé.

Solo essi permettono di presagire la Verità. Ma solo presagire, perché le alte ispirazioni e le visioni dei poeti furono rese troppo terrene dall'intelletto che collaborava nella trasmissione. Rendendo ciò che ricevevano dallo spirito, i poeti davano l'immagine del loro ambiente terreno di allora, per fare così il senso del loro poema più comprensibile agli uomini, ma malgrado ciò non ci riuscirono, perché essi stessi non sapevano avvicinarsi alla vera essenza della Verità.

Così fu data a priori una base malsicura a ulteriori indagini e ricerche; con ciò fu posto un limite angusto ad ogni successo. Non sorprende perciò che da ultimo si potesse pensare solo ad un puro simbolismo e situare la redenzione attraverso il Gral nel più intimo Io di ogni uomo.

Le interpretazioni esistenti non mancano di grande valore etico, ma non possono pretendere di essere una spiegazione di quei poemi, e molto meno ancora di avvicinarsi alla Verità del Santo Gral.

Col Santo Gral non s'intende nemmeno il calice che il Figlio di Dio adoperò alla fine della Sua missione terrena all'ultima cena con i suoi discepoli, e dove poi fu raccolto il Suo sangue sulla croce. Questo calice e un sacro ricordo dell'alta opera di redenzione del Figlio di Dio, man non è il Santo Gral che ai poeti delle leggende fu per grazia concesso di cantare. Queste opere poetiche sono state accolte in modo erroneo dall'umanità.

Dovevano essere promesse date dalle supreme Vette, di cui gli uomini debbono attendere il compimento! Se fossero concepite come tali, certamente si sarebbe già trovata un'altra via che avrebbe potuto far progredire le ricerche più che finora. Ma così in tutte le interpretazioni si doveva finire per giungere a un punto morto, perché non si poté mai raggiungere una soluzione piena, esauriente, dato che il punto di partenza di ogni ricerca, a causa dell'errata concezione finora avuta, si trovava a priori su un terreno sbagliato.

Uno spirito umano non potrà mai, neppure nella maggiore perfezione e immortalità, trovarsi di fronte al Santo Gral stesso! Perciò una estesa conoscenza di esso non potrà mai da lì giungere alla materialità verso la Terra se non tramite un inviato mandato
da lassù. Il Santo Gral dovrà dunque per sempre rimanere un mistero per lo spirito umano.

L'uomo si attenga a ciò che può afferrare col suo spirito e cerchi prima di tutto di adempiere e portare alla più nobile fioritura tutto ciò che è nelle sue capacità. Ma purtroppo egli estende il suo desiderio sempre molto oltre, senza sviluppare la sua capacità effettiva, per cui commette una leggerezza che neppure gli consente di raggiungere ciò che potrebbe, mentre in nessun caso è in grado di raggiungere ciò che desidera. Egli si priva così della cosa più bella e alta del suo autentico essere e ottiene solo un fallimento completo dello scopo della sua esistenza. – – –

Il Parzival è una grande promessa. Le imperfezioni e gli errori che i poeti delle leggende avevano aggiunto con il loro pensiero troppo terreno, deformano l'essenza intrinseca di questa figura. Parzival si identifica con il Figlio dell'Uomo, di cui lo stesso Figlio di Dio annunciò la venuta.

Inviato di Dio, dovrà passare, con gli occhi dello spirito bendati, per le più dure pene terrene, esteriormente uomo fra gli uomini. Liberato dopo un dato tempo da questa benda, dovrà ritrovare il suo punto di partenza e perciò se stesso, e anche vedere chiaramente davanti a sé la sua missione. Questa missione porterà egualmente una redenzione di quella umanità che cerca seriamente, congiunta con un giudizio severo.

Ma non si può accettare che Egli sia un uomo qualunque, e molto meno vi si vuole riconoscere una possibile esperienza di numerosi o addirittura di tutti gli uomini; ma sarà invece solo un ben determinato, particolarmente Inviato.

Nella legalità irremovibile di tutta la Volontà divina, è possibile solo che ognuno, compiuta la sua evoluzione fino alla perfezione più alta, ritorni di nuovo al punto di partenza del suo essere originario; mai però oltre. Così anche lo spirito umano. Esso ha origine come germe spirituale nella Sostanzialità spirituale, a cui, dopo il suo corso attraverso la materialità, egli può tornare come spirito cosciente in una forma sostanziale, nella massima perfezione e avendo raggiunto la purezza viva.

Nessuno degli esseri spirituali-sostanziali, anche se fosse tanto elevato e puro e luminoso, può oltrepassare il limite del Divino. Confine e impossibilità di passaggio anche qui, come nelle sfere o piani della Creazione materiale, consistono semplicemente nella natura delle cose, nella differenza del genere.

Supremo e Altissimo, è Dio stesso nella Sua Insostanzialità divina. Prossima, un poco più in basso, segue la Sostanzialità divina. Entrambe sono eterne. Ad esse segue poi, scendendo sempre verso il basso, l'opera del Creato, in piani o sfere discendenti, diventando sempre più densa fino alla materialità fisica, che è finita e si fa visibile agli uomini.

La materialità eterea nella Creazione materiale è ciò che gli uomini chiamano Aldilà. L'Aldilà dunque della loro terrena capacità visiva fisica. Ma ambedue fanno parte dell'opera del Creato, né sono eterne nella loro forma, ma soggette a mutamento allo scopo di rinnovarsi e rinvigorirsi.

Ora, al più alto punto di partenza dell'eterna Sostanzialità spirituale c'è il Castello del Gral, spiritualmente visibile, tangibile, perché e ancora della stessa natura spirituale-sostanziale. Questo Castello del Gral racchiude un ambiente che è a sua volta al limite estremo verso il Divino, e perciò ancora più affinato di tutta la restante Sostanzialità spirituale. In questo ambiente si trova, pegno della Bontà eterna di Dio Padre e simbolo del Suo purissimo Amore divino, come anche punto di partenza dell'energia divina,
il Santo Gral!

È un calice, in cui ondeggia e ribollisce come un sangue rosso, senza mai traboccare. Irradiato dalla Luce più luminosa, è concesso solo ai più puri esseri spirituali-sostanziali poter guardare in questa Luce.
Questi sono i custodi del Santo Gral! Se nei poemi è detto che i più puri degli uomini sono destinati a diventare custodi del Santo Gral, è questo un punto che il poeta ha reso troppo terreno, perché non sapeva esprimersi altrimenti.

Nessuno spirito umano può accedere a questo ambiente santificato. Nemmeno nella sua più compiuta Sostanzialità spirituale, dopo il ritorno dal suo corso attraverso la materialità, non è ancora abbastanza affinato per oltrepassare la soglia, cioè il limite. Anche nella sua massima perfezione egli è ancora troppo denso.

Più affinarsi, equivarrebbe a una disgregazione o combustione totale, perché il suo genere fin dall'origine non è adatto a diventare ancora più radiante e luminoso, dunque ancora più affinato. Non lo sopporta.

I custodi del Gral sono gli Eterni, spiriti originari che mai furono uomini, le vette di tutta la Sostanzialità spirituale. Ma essi hanno bisogno della Energia divina-insostanziale, sono dipendenti da essa, come tutto è dalla Insostanzialità divina, Origine di tutta l'energia, Dio Padre.

Di tempo in tempo appare, nel giorno della Santa Colomba, la Colomba sopra il ricettacolo, come segno rinnovato dell'immutabile Amore divino del Padre. È l'ora dell'unione che porta rinnovo di forza. I custodi del Gral la ricevono in umilissimo raccoglimento e dopo sono in grado di trasmettere questa meravigliosa Energia ricevuta.

Da ciò dipende l'esistenza di tutto il Creato!

È l'attimo in cui nel Tempio del Santo Gral l'Amore del Creatore si versa irradiando per un essere nuovo, per un nuovo impulso creativo che si diffonde pulsando giù attraverso tutto l'universo. Un fremito percorre tutte le sfere, un sacro brivido, presago di gioia, di grande felicità. Solo lo spirito dell'uomo terreno si tiene ancora a parte, senza intuire ciò che succede proprio a lui, che dono immenso sta ricevendo ottusamente, poiché la sua autolimitazione nell'intelletto non ammette più di concepire tale grandezza.

È l'attimo dell'apporto di Vita per tutto il Creato!

Il costante, necessario ritorno d'una conferma del patto che il Creatore mantiene di fronte alla Sua opera. Se questo apporto fosse una volta interrotto, se dovesse mancare, tutto ciò che esiste dovrebbe lentamente rinsecchire, invecchiare e disgregarsi. Verrebbe allora la fine di tutti i giorni, e soltanto Dio stesso resterebbe, come fu all'inizio! Poiché solo Lui è la Vita.

Questo evento è stato reso nella leggenda. È perfino accennato come tutto deve invecchiare e perire, dove non ricorra più il giorno della Santa Colomba, il «disvelamento» del Gral, nell'invecchiare dei cavalieri del Gral, durante il tempo nel quale Amfortas non svela più il Gral, fino all'ora in cui appare Parzival come Re del Gral.

L'uomo dovrebbe smettere di considerare il Santo Gral solo come qualcosa di inafferrabile; perché esso esiste davvero! Ma all'uomo è negato per la sua natura di poterlo mai mirare. Il beneficiò perciò che da esso fluisce e che dai custodi del Gral può essere trasmesso e anche viene trasmesso, può essere ricevuto e goduto dagli spiriti umani se gli si aprono.

In questo senso alcune interpretazioni non possono dirsi proprio errate, finché nelle loro chiarificazioni non cercano di includervi il Santo Gral stesso. Sono giusti e insieme no.

L'apparizione della Colomba nel giorno stabilito della Santa Colomba indica ogni volta la ricorrente missione dello Spirito Santo; perché questa Colomba è in stretta relazione con Esso.

Ma questa è una cosa che lo spirito umano è solo capace di afferrare come immagine, perché secondo la natura del fatto egli può alla sua massima evoluzione giungere veramente con il suo pensiero, la sua conoscenza e la sua intuizione, solo fino al punto dal quale egli stesso è partito, cioè fino a quel genere che è
uno con la sua più pura essenza originaria. Questo è l'eterna Sostanzialità spirituale.

Questo confine egli non potrà mai superare neppure col pensiero. Né potrà mai afferrare altro. Ciò è così naturale, logico e semplice, che ogni uomo riesce a seguire il corso del pensiero.

Ma ciò che sta al di sopra, per questa ragione sarà sempre e dovrà rimanere un mistero per l'umanità!

Ogni uomo che s'immagina di portare Dio in sé, o di essere divino egli stesso, o di poterlo diventare, vive nell'errore della illusione. Egli porta in sé lo
spirito, ma non il Divino. E qui riposa una differenza insormontabile. Egli è una creatura, non parte del Creatore, come certuni cercano di persuadersi. L'uomo è e rimarrà un'opera, non potrà mai diventare artefice.

Perciò è anche errato dichiarare che lo spirito umano proviene da Dio Padre stesso e ritorna a Lui. L'origine dell'uomo è la
Sostanzialità spirituale, non l'Insostanzialità divina. Perciò anche avendo raggiunto la perfezione egli può ritornare soltanto fino alla Sostanzialità spirituale. È giusto dire che lo spirito umano ha origine nel Regno di Dio, e perciò quando diventerà perfetto, potrà anche ritornare nel Regno di Dio, ma non a Dio stesso.

Più tardi seguiranno conferenze dettagliate sulle singole parti del Creato, che sono molto diverse nella loro intima natura.

Sulla più alta vetta di ognuno di questi piani del Creato si trova un Castello del Gral, quale necessario punto di transizione e di trasmissione di energia.

È sempre una copia, formata secondo la natura del relativo piano del Creato, del vero, supremo Castello del Gral, situato nel punto più alto di tutta la Creazione, essendo il punto da dove, per le radiazioni di Parzival, tutto il Creato ha origine.

Amfortas era sacerdote e re nella
più bassa di queste copie del Castello del Gral, situata all'altezza del piano di tutti gli spiriti umani sviluppatisi da germi dello spirito, perciò il più vicino all'umanità terrestre.

Abd-ru-shin

Categoria: Contenuti del Messaggio
Ultima modifica: 28 Gennaio 2017
Visite: 2319
  1. Destatevi!
  2. La stella di Betlemme
  3. Il Figlio dell'Uomo
  4. Elenco conferenze vol. II

Il Messaggio del Gral

  • Cos'è il Messaggio del Gral
  • Abd-ru-shin, Autore del Messaggio del Gral
  • Breve storia del Messaggio
  • Il Messaggio del Gral
  1. Sei qui:  
  2. Home
  3. Il Messaggio
  4. Contenuti del Messaggio

Home

  • Il Gral, il movimento e le ricorrenze maggiori
  • Il Messaggio del Gral
  • Contenuti del Messaggio
  • Altre opere di Abd-ru-shin
  • Opere correlate

Login Form

  • Password dimenticata?
  • Nome utente dimenticato?